lunedì 19 settembre 2011

MILAZZO-BARCELLONA P. G., L'INCHIESTA: Polizze assicurative alle stelle. Il nodo delle truffe. Molti automobilisti decidono di servirsi di internet

Per poter assicurare lo scooter del figlio ha dovuto bloccare per sei mesi la polizza della propria auto. Accade anche questo in tempi di crisi. C. P., 41 anni, operaio “a giornata”, residente nella Piana di Milazzo, è stato costretto a scegliere: o consentire al figlio di recarsi al primo anno di scuola superiore col proprio ciclomotore, oppure accompagnarlo e riprenderlo in auto, soluzione però non praticabile perché – spiega – «io mi reco nel cantiere già alle 6,30». Una storia sicuramente non isolata che conferma quanto da tempo si sostiene: assicurare l’auto o peggio il “motore” nel comprensorio è diventata un’impresa. Le tariffe sono schizzate alle stelle, ben al di là dei già notevoli aumenti registrati a livello nazionale, sia per le nuove acquisizioni che per i rinnovi di polizza, anche in assenza di sinistri sull’attestazione dello stato di rischio. E cosa più grave è l’impossibilità di assicurare un ciclomotore per un periodo limitato. O tutto l’anno o niente, per la modica cifra di almeno 650 euro, per un 50 di cilindrata. «Tutta colpa degli incidenti” – si difendono gli agenti – che in questo comprensorio (Milazzo, Barcellona, ma purtroppo da qualche tempo anche i piccoli comuni dell’hinterland), sono in crescita. Si fa notare che gli ultimi dati dell’Ania (Associazione Nazionale Imprese Assicurative), evidenziano che il rapporto sinistri/premi e l’incidenza di sinistri con danni alla persona raggiungono livelli altissimi, quasi gli stessi della Campania. «Raramente giungono denuncie di sinistro senza danni alla persona – ci conferma un assicuratore – quasi tutte gestite direttamente da legali e con referti medici di strutture pubbliche». Ecco perché i costi per le compagnie lievitano vertiginosamente. Al punto tale – è accaduto a Barcellona – che molte agenzie hanno deciso di chiudere i battenti evitando di assicurare gli automobilisti. E così a molti non è rimasto altro che rivolgersi a Milazzo oppure tentare (ma ancora il trend è basso) il ricorso alle compagnie on-line. Va anche detto – puntualizzano alcuni agenti – che la crisi economica ha ridotto ovunque i profitti degli altri rami (vita, danni, responsabilità civile professionale, forme di risparmio), per cui le compagnie non intendono più mantenere strutture in passivo, specie se minate dal tarlo della truffa. Il fatto poi che sia stato introdotto l’indennizzo diretto, agevolando le liquidazioni ha allargato le maglie in cui si insinua l’illegalità. «Il 90% delle denuncie sono accompagnate da certificati del Pronto soccorso e da lettere degli avvocati» confermano gli agenti. E in questo contesto di crisi delle compagnie, oltre al danno per gli assicurati che si ritrovano pur senza aver fatto alcun incidente, di anno in anno, la polizza aumentata, si registra anche un calo di occupati nel settore visto che la figura del giovane intermediario pronto a incoraggiarti a stipulare la polizza con questa agenzia anziché l’altra, è pressoché scomparsa, in quanto le provvigioni sono limitate al massimo. Dicevamo della riduzione delle agenzie presenti sul territorio. A Milazzo ne risultano operative 15, mentre a Barcellona poco più di un paio, sostituite solo da subagenzie, vincolate a tariffe spesso improponibili. Insomma si porta avanti la politica contraria di limitare la sottoscrizione di polizze nella città del Longano e addirittura persino le agenzie delle città limitrofe, Milazzo in primis, hanno avuto la direttiva dalle rispettive compagnie di dismettere il portafoglio di Barcellona. «Rispetto allo scorso anno la mia polizza è aumentata di ben 70 euro – afferma Antonio Picciolo, assicurato da quasi 30 anni con la stessa agenzia. Ho voluto fare un controllo più approfondito e scoperto che pur senza aver provocato incidenti negli ultimi tre anni ho subito aumenti che raggiungono il 50%. Avevo intenzione di cambiare compagnia, ma ho verificato che anche questa strada non è percorribile». Giovanni Petrungaro - GDS

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