Monreale sepolta dall'immondizia
turisti in fuga, l'ira dei commercianti
Cataste di sacchi della spazzatura a pochi passi dai monumenti e davanti ai locali. Fermi da 7 giorni i dipendenti Ato. Il sindaco Di Matteo affida la raccolta a una ditta privata
PALERMO - Sulle scale di piazza Guglielmo, a pochi passi dall'ingresso delle grandi occasioni del duomo di Monreale, il cumulo di rifiuti è sempre più ingombrante. I turisti che arrivano, percorrendo la via Torres, si fermano, e prima ancora di accorgersi della bellezza del sito arabo-normanno che hanno di fronte, sono distratti da tanti sacchetti maleodoranti che impediscono persino la discesa delle scale fino alla fontana del Tritone. Anche questa, senza acqua, raccoglie bottigliette di plastica, fazzoletti e altri rifiuti. Qualcuno si ferma a fotografare l'immondizia, soprattutto le scolaresche in arrivo da tutta Italia. Qualcun altro impreca ad alta voce e decide di chiudere gli occhi, quasi per portare via con sé soltanto il ricordo della Monreale da cartolina, scoperta nelle guide turistiche. Ma in questi giorni, di quella Monreale, è rimasto davvero poco.
L'astensione dal lavoro da una settimana dei dipendenti dell'Ato Palermo 2, l'ha ridotta a cumuli di rifiuti. E di cenere, lì dove qualche cittadino esasperato ha deciso di dare fuoco alla spazzatura. Fra le rivendicazioni dei dipendenti: ritardi sul pagamento degli stipendi, il corretto versamento dei contributi. Accanto alla denuncia di mezzi obsoleti e malfunzionanti.
Per tutto questo hanno presentato un esposto in Procura e alla Guardia di finanza e ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, hanno chiesto le dimissioni del sindaco Filippo Di Matteo. Che proprio ieri ha firmato un'ordinanza che prevede che da oggi sarà direttamente il Comune, e non l'Ato, a occuparsi del ritiro dei rifiuti. E lo farà tramite la Eco Trade Service. La stessa ditta che avrebbe dovuto raccogliere i rifiuti in questi giorni. "Adesso - dice Di Matteo - per motivi di emergenza sanitaria, abbiamo avuto dalla Regione l'autorizzazione a scaricare i rifiuti nella discarica di Mazzarrà-Sant'Andrea in provincia di Messina che, al contrario di Trapani, non ha limiti di quantità. Così la ditta potrà andare avanti, finché il territorio di Monreale sarà libero dai rifiuti".
Decisione che ha già scatenato polemiche. "Mi chiedo - dice Massimiliano Lo Biondo, consigliere del Pd al Comune di Monreale - come è possibile trovare i soldi per effettuare i noli presso ditte esterne e non trovarli per pagare con regolarità gli stipendi, i contributi, i creditori e la manutenzione dei mezzi".
Intanto, a fare le spese dell'emergenza rifiuti a Monreale, sono i cittadini e i commercianti che pagano la Tarsu sempre più salata e i turisti. "Abbiamo avuto - dice Ciro Giangrande, gestore del bar della piazza - un calo di turisti del 75 per cento. La gente non mangia con la puzza dei rifiuti". Immondizia arretrata anche all'ingresso della biblioteca comunale e nelle stradine intorno ai punti di maggiore attrattiva.
"I turisti - dice Stefania Ignoffo che ha un negozio di ceramiche siciliane - sono sconvolti, non entrano nei negozi". Ieri mattina, poi, ha preso fuoco un cumulo di immondizia sedimentato davanti all'ingresso di un albergo. Un rogo, uno dei tanti incendi di rifiuti che fino a ieri pomeriggio divampavano nella periferia di Monreale, ha messo in fuga i clienti.
"Ho dovuto registrare - dice l'albergatore Daniele Sciortino - l'annullamento di alcune prenotazioni. Così non si può andare avanti".
Fonte: http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/03/21
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