Tre condanne e una assoluzione per la gestione del depurato comunale di Furnari che serve anche l’abitato della frazione Acquitta di Terme Vigliatore, oltre ai numerosi insediamenti turistici alberghieri ed ai relativi complessi residenziali, primo fra tutti Portorosa. Il giudice monocratico Lucia Mazzeo ha condannato alla pena di 180 euro di ammenda e in solido al pagamento delle spese processuali, i titolari delle ditte che fino al 2010 si sono avvicendate nella gestione del depuratore. Si tratta dell’imprenditore Carmelo Calabrò di Terme Vigliatore, titolare del servizio di gestione e manutenzione dell’impianto centralizzato di depurazione e altri due imprenditori, dei fratelli Antonio e Vincenzo Lenzo, entrambi di Brolo, rispettivamente amministratore unico e direttore tecnico della società “Lenzo Costruzioni srl”, anch’essi titolari della gestione in epoca successiva dell’impianto di depurazione dei reflui civili del comune di Furnari. I tre imprenditori sono stati riconosciuti colpevoli del reato previsto dall’art. 674 del codice penale, “lo scarico di reflui fognari non depurati con parametri tabellari non rispondenti ai valori limite previsti dalla disciplina di settore, così cagionando l’inquinamento delle matrici ambientali e dell’ecosistema marino mediante getto di sostanze pericolose”. A chiedere la condanna il pm Francesco Cannavò. Assolto invece per “non aver commesso il fatto”, il dirigente dell’area tecnica del Comune di Furnari, il geometra Gino Stoppia, difeso dall’avv. Alessandro Cattafi. L’assoluzione per tutti i quattro imputati ha invece riguardato un secondo reato, l’art. 734 del codice penale, “distruzione e deturpamento di bellezze naturali”, in quanto si contestava che - in concorso tra loro - i quattro indagati avrebbero deturpato e alterato « bellezze naturali sottoposte a vincolo pesistico, in particolare le acque del litorale di Tonnarella e Portorosa». I tre imprenditori sono stati difesi dagli avv. Carmelo Cicero e Carmelo Occhiuto. La gestione del depuratore comunale, con le relative gare di affidamento, è stato uno dei motivi che hanno portato allo scioglimento degli organi amministrativi del Comune di Furnari. L’indagine sull’impianto è frutto un sopralluogo effettuato il 22 maggio del 2009 dai Carabinieri del Noe di Catania, inviato sui luoghi dopo i primi accertamenti ispettivi compiuti dalla Commissione interforze di accesso. Attualmente la Prefettura sta valutando se la nuova ditta che si è aggiudicata l’appalto sia “immune da pregiudizi”. La Procura di Barcellona nel 2010 concluse in tempi rapidi quella che fu la prima inchiesta scaturita dagli accertamenti ispettivi compiuti dalla Commissione interforze di accesso agli atti amministrativi che portarono allo scioglimento del Consiglio comunale di Furnari. Il depuratore di contrada Bazia entrò in funzione nel 1994 a seguito del malfunzionamento del vecchio impianto e di quelli a servizio dei complessi residenziali turistici della zona. Il sindaco dell’epoca Agostino Cattafi emise persino una ordinanza di sgombero per i turisti di Portorosa e ciò per motivi igienico sanitari. In precedenza anche l’allora Pretore di Novara di Sicilia Sebastiano Sofia fece eseguire ai carabinieri della Compagnia di Barcellona lo sgombero coatto alla vigilia di Ferragosto dei villeggianti in contrada Siena privi di impianto di depurazione e ciò suscitò un caso nazionale. - Fonte: GDS