TISCALI.IT - La rabbia è tanta, la paura di non farcela a fronteggiare la crisi economica ha colpito anche loro i piccoli imprenditori, i commercianti gli artigiani il cosiddetto "popolo delle partita Iva". Nel giro di due mesi hanno deciso di palesare il proprio malessere in una manifestazione a Cagliari, organizzata dal movimento contro Equitalia. Il corteo si è snodato nel piazzale Marco Polo per arrivare fino al palazzo del Consiglio regionale.
A guidare le migliaia di persone in piazza un un carro funebre, con relativa bara all'interno, e un annuncio funebre "per la scomparsa delle partite Iva a causa delle vessazioni di Equitalia e dello Stato". Ed è questo il senso della protesta, un coro silente proprio come se i partecipanti fossero andati ad un funerale. Solo sotto il palazzo di via Roma, il "popolo delle partite Iva", invece, in diecimila hanno fatto sentire la propria voce con un unico urlo con l'obiettivo "di far tremare il palazzo". Tra i vari striscioni portati dai manifestanti anche uno che recita "in Egitto ci mangia Mubarak, in Tunisia Bel Alì, in Libia Gheddafi, in Italia ci mangiano in troppi".
Tutti e diecimila i presenti, arrivati davanti alla sede della politica regionale hanno urlato la propria rabbia contro quelle che definiscono vessazioni inique da parte dello Stato e di Equitalia sotto il Consiglio regionale. Il "popolo delle partite Iva" dopo un lento corteo funebre che ha attraversato le strade del centro, davanti all'edificio ha allestito una forca in legno con due manichini appesi alla corda. Su di uno, vestito in abito e con orecchie d'asino, è appeso un cartello con la scritta "Cappellacci", sull'altro, vestito da operaio, il cartello "giovane artigiano, stanco, logorato, mortificato, assassinato dallo Stato". Una parte dei manifestanti ha bloccato il lato porto di via Roma, impedendo il passaggio delle auto e simbolicamente l'uscita del porto commerciale e l'accesso al porto turistico. In via Roma sono arrivati anche 20 camion che hanno seguito il lento e silenzioso corteo fino al momento dell'"urlo" collettivo per scuotere il palazzo della politica.
Altri manifestanti hanno deciso di staccarsi dal corteo principale per occupare simbolicamente il terminal arrivi dell'aeroporto di Cagliari-Elmas: si sono seduti per terra nella zona arrivi mostrando ai passeggeri cartelli sui quali hanno illustrato le ragioni della protesta contro Equitalia, accusata di "strangolare" l'economia dell'isola.
Sono settantamila le piccole aziende sarde a settembre dovranno chiudere, 210 mila gli assunti che rischiano di trovarsi a spasso. Un totale di quasi sessantamila persone coinvolte, un crac che rischia di mettere ko una regione già in ginocchio.
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