venerdì 8 luglio 2011

AGRIGENTO, IL CASO: Ritrova libretto bancario dopo 65 anni. C’erano 7 mila lire, oggi oltre un mln di euro

Ha ritrovato, per caso, durante i lavori di ristrutturazione di una vecchia casa nel centro storico di Agrigento, un libretto bancario che risale al 1947. Un libretto dove, a quel tempo, vennero depositate 7 mila lire e che oggi fra interessi, rivalutazione monetaria e capitalizzazione, vale circa un milione e 600 mila euro. A raccontare la storia di Giuseppe Provenzano, 71 anni, è l’avvocato Marco Angelozzi. «Il libretto bancario - racconta il legale - era stato smarrito e, soltanto nei giorni scorsi, è stato ritrovato. Provenzano ha deciso di richiedere quella somma, tramite il nostro studio legale che si occupa del recupero delle somme dei libretti bancari “antichi”, tramite una class-action, della Banca d’Italia e del Ministero delle Finanze - che subentrano, a garanzia, nei rapporti di credito degli istituti bancari». Fu il padre di Provenzano, alto ufficiale dell’Esercito italiano, nel 1947, ad aprirgli un libretto pupillare: il figlio avrebbe potuto disporre dei soldi soltanto al raggiungimento della maggiore età. «Il nostro assistito – spiega il legale – non sapeva nemmeno dell’esistenza del libretto su cui era stato depositato il frutto di una vita di sacrifici e risparmi. Il titolo è stato ritrovato nel cassetto di una vecchia credenza della casa paterna, nel centro storico di Agrigento, fra vecchie foto e francobolli». «Adesso, dopo 64 anni di giacenza in banca - aggiunge il legale - quel libretto è milionario. Intanto faremo una lettera di diffida per far corrispondere quei soldi al nostro cliente alla Banca d’Italia e se avremo, come crediamo, risposte evasive o che parlano di prescrizione, il nostro cliente aderirà alla class action. L’azione - spiega - è proponibile, allegando la documentazione necessaria, al tribunale di residenza anche senza l’assistenza di un avvocato». Rischia di innescare un effetto a catena: a distanza di poche ore dalla notizia, un altro agrigentino, stavolta di Licata, ha raccontato una storia analoga e ha tutta l’intenzione di riprendersi il denaro a lungo dimenticato. La vicenda ha come protagonista Angelo Peritore, 56 anni, originario di Licata, emigrato in Germania nel 1990. Dopo avere lavorato da autista di autobus si è ammalato ed ha dovuto lasciare l’impiego. Attualmente è disoccupato. Tempo fa, tornando in Sicilia, ha trovato nella sua vecchia casa un libretto aperto presso la Cassa Centrale Vittorio Emanuele, ora assorbita da Unicredit. Quando venne acceso, nel 1965, c’erano circa 4500 lire: poi Peritore ha fatto un piccolo prelievo lasciandone sul conto 4388.

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